martedì 14 dicembre 2010

Posted by Iride On 18:25
Ieri è stata una giornata penosa, conclusasi anche peggio.
L'amarezza nei confronti della ormai poca compassione umana nelle persone ha subito un rincaro di fronte al poco tatto dei medici del pronto soccorso, ma ha raggiunto il puro disprezzo in serata.
Tornata a casa più morta che viva dopo una giornata in giro per ospedali senza ricevere nessuna assistenza al mio dente rotto, per sfogarmi prostro le mani al computer e mi dedico al tanto terapeutico "cazzeggio", la dolce Modalità Fuga del nostro cervello.
Controllo i messaggi e i post di quel demonio sotto angeliche spoglie che è FaceBook. Tra le varie notifiche alcune pagine pubblicate da un gruppo cui sono (ero) iscritta, il quale pubblica immagini dissacranti, provocatorie, divertenti o serie, i cosiddetti Demotivational.

Tra gli oggetti di queste immagini capitano spesso quelli che tutti chiamano i bimbominkia, la gioventù bruciata figlia di questa società malata, riconoscibilissima dalle imbarazzanti foto fatte alle specchio da ragazzini in tenute ridicole o quasi pornografiche nel caso di ragazze. Niente di nuovo in realtà. Le foto sono prese in rete dove sono libere e sempre manipolate a insaputa degli incauti soggetti, ovvio.
Stavolta un ragazzo se n'è accorto, un ragazzino, che si è visto deriso in un Demo fatto con una sua foto obiettivamente ridicola, tolta dalla sua condivisione privata probabilmente da un "amico" tra i suoi contatti e fatta circolare in rete.
Sul web bisogna agire con cautela, anche quando l'istinto ti dice diversamente, dato che è tutto sotto gli occhi del mondo.
Invece, questo povero sventurato ha avuto l'ingenuità di denunciare pubblicamente il furto della foto, avanzando minacce, scoprendosi in maniera pressochè suicida.
Da qui una spirale di eventi che potete immaginare. Gli scherni hanno raggiunto livelli senza controllo, la gogna ormai era eretta, e il ragazzino si è accorto troppo tardi dell'errore madornale. Nemmeno i suoi tentativi di abbassare i toni sono serviti, anzi. 
Nella resa è stata vista solo un'occasione vile di infierire, di gongolare ancora di più, come in preda ad un orgasmo. Auguri di morte, pagine a suo nome create per umiliarlo, a decine in pochi minuti, roba da far lavorare la polizia postale per settimane. Così tanta rabbia, tanta cattiveria, del tutto disinteressata e per questo la più crudele e feroce, mi ha lasciata senza fiato. Nessuna pietà, nessun perdono. Febbre delirante di malvagità, il tunnel di una droga più eccitante dell'anfetamina.

Quasi nessuno che lo difendesse, davvero in pochi, e a proprio rischio e pericolo. 
Il popolo chiedeva sangue per dissetare la ghigliottina del web, e chi si opponeva rischiava di finire sul patibolo a  sua volta per mano di una bolgia che non voleva vedersi guastato lo spettacolo da inutili picchi di coscienza, che riconosce nell'umanità e nel rispetto la pretesa di ergersi su chissà quali alti scranni, solo perchè lei è abituata a strisciare nel fango. Credere i buoni su un podio arrogante quando sono altri ad aver sceso le scale è la prassi per distogliere lo sguardo dalla propria sporcizia.
Ho abbandonato definitivamente questo gruppo con cui mi ero spesso divertita, gestito da uno staff tutto sommato intelligente, ma che davanti all'esaltazione di un pubblico via via diventato sempre più marcio, per paura della sua furia non ha ceduto alla coscienza cancellando la foto e i post insultanti, preferendo mantenere il favore della massa urlante che mai gli avrebbe perdonato la resa.
Un piccolo Terrore virtuale, ma realissimo. E nessuna Primula Rossa.
La cosa più agghiacciante? Oggi è come se non fosse successo niente. 
Quelle bestie sguaiate che ieri ringhiavano incitando all'odio e alla violenza, oggi sonnecchiano e si lisciano il pelo.
La tempesta è finita, ma il cielo non sembra più amichevole come prima.

Quando tempo fa dissi al mio professore di Web 2.0 che non mi piaceva granchè FaceBook, mi guardò con un mezzo sorriso alla "non capisci un cazzo", e io lo guardai come un vecchio guarda un giovane esaltato, con pazienza e quasi con compassione. La cosa grottesca è che io avevo 22 anni, lui è sulla quarantina.

L'episodio di ieri non fa che confermare la troppa neofilia e la profonda ignoranza intorno al web, da una parte demonizzato perchè "troppo democratico", cosa scomoda soprattutto per chi detiene il potere sociale, e dall'altra esaltato come un dio, come un oracolo, come la vecchia nonnina di colore che Neo va a trovare per sapere la verità assoluta e indiscussa, come l'Eden della libertà d'espressione senza conseguenze. Paradise Matrix
Dove tutti hanno il diritto e il DOVERE di dire la propria, di suonare la propria campana, di unirsi al coro anche se stonati e non conoscono la canzone.
Dove Democrazia e Anarchia possono avvinghiarsi l'una con l'altra unite in un bacio osceno, in un ballo da fiera dove il ritmo è così incalzante che non sai a chi stai schiacciando i piedi, e non ha importanza.


Libertè.....ou la Mort.

A onor del vero:

11 commenti:

  1. Riflessione interessante.
    Ripensando alle ghigliottine, vedo in Assange l'agnello sacrificale di questa spirale di regressione-evoluzione rappresentata dal web duepuntozero. Tuttavia, a parte l'aggancio al povero (?) leader di Wikileaks, in tutto questo cortocircuito globale (in senso geografico) tra il dichiarato (vogliamo la democrazia!) e il dichiarante (IO sono la democrazia!) espressi tramite la Rete, non mi viene altro da dire se non che, in un'ottica pseudozen, l'unica democrazia buona è la democrazia che, dinanzi ai bimbiminchia & simili, porge l'altra guancia e si dedica ad altro, a qualcosa, secondo me, che renda (davvero) la Rete un posto dove spingere l'umano verso uno stadio duepuntozero che vada oltre i manifesti.

    7

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  2. Ciao Iride
    Ma quanti anni hai?
    Vabeh ... non è elegante che te lo chieda ... i baci, i bicchierini e gli anni delle donne non si contano!
    Pertanto e ordunque ... corbezzoli
    Un Salutone

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  3. @7di9 hai ragione. Il problema è riconoscere questa democrazia nel caos generale.
    Wikileaks è nato come sai dall'intenzione di permettere la circolazione di segreti di stato ecc. con lo scopo di informare il pubblico inconsapevole, scopo che negli ultimi anni è uno dei principali della rete in generale, vista la fame vorace di democrazia. Anche se quasi nessuno sa darne una definizione precisa. E sul concetto di democrazia si potrebbe parlare per ore in effetti...
    Comunque un'intenzione più che buona, in via teorica, quella di Wikileaks, il rischio sai, è sempre quello che io chiamo "sindrome di Robespierre", restando nella metafora rivoluzionaria.
    Chi si batte per la democrazia, alla fin fine viene sedotto dal potere che acquista e passa al lato oscuro! Robespierre come anche che so, Beppe Grillo, che mi è sempre sembrato un gran furbone pure lui. I populisti poi sono i peggiori, sobillano le folle, vedi il casino a Roma da parte degli studenti.
    Le accuse contro Assange sembrano alquanto "provvidenziali" e un pò Al Caponiane, della serie: incastriamolo in qualche modo. E' difficile da dire, il dubbio c'è ovviamente.
    Di certo l'esistenza del sito dimostra una forte necessità di trasparenza, è una questione importante perchè legata alla democrazia "vera" mentre quella di cui sono stata spiacevole testimone io è una finta democrazia, legata alla definizione di "fa quello che vuoi". Come ho già detto ci sarebbe da parlare ore sulle definizioni di democrazia e le loro derivanti.
    La vera questione è se esiste una definizione univoca...

    @Paolo eccoti! Mi chiedevo che fine avessi fatto!
    Guarda fortunatamente non sono ancora in condizioni di dover nascondere l'età: 24 ;D

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  4. E non preoccuparti di chiederlo, lo sai, noi donne siamo come il vino!
    ...a proposito di bicchierini XD

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  5. mammamìì... davvero si tratta di un demone sotto angeliche spoglie.
    Tra qualche tempo disattievrò il mio account.
    Si salvi chi può! :)

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  6. le potenzialità di internet sono tali che a volta fanno paura. E la paura spesso ha una sua ragion d'essere, viste le degenerazioni a cui assistiamo quotidianamente. E' un peccato, perché il web potrebbe essere usato per tutti altri scopi. E invece amplifica quella violenza che cova e che esplode all'improvviso. Hai fatto bene a cancellarti.

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  7. Intanto ti seguo.
    E' quasi notte, meriti di essere letta da sveglio.
    Ci vediamo domani.
    Buona notte.

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  8. Per i nostri segreti di stato avremmo anche noi bisogno di un Wikileaks, anche se dubito che riuscirebbe a trovare ancora qualcosa.
    E questi segreti non riguardano pettegolezzi di ambasciatori, o vizietti occulti di governanti: parlano di stragi, di decine di morti ammazzati...
    Da chi e perché, forse, non lo sapremo mai.
    E se uno simile a Wikileaks dovesse spuntare, noi abbiamo una democrazia molto elastica: prima che parli finirebbe nel mucchio dei segreti, sempre di stato, sempre per salvare la democrazia.

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  9. Ho una grande familiarità con il web, un po' perché ci lavoro e un po' perché ci passo anche una parte del mio tempo libero.
    Il web va sicuramente usato con cautela, altrimenti si rischia di farsi invadere, di rompere l'argine fra pubblico e privato.
    Io ho imparato sbagliando (non conosco altri modi, del resto).
    Le demonizzazioni non servono. Basta stare attenti.

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  10. @gattonero ciao grazie della visita :)
    Sembrerò amara ma credo che in Italia non esista un sito come Wikileaks semplicemente perchè non interessa davvero. L'italiano medio è un furbone che si vanta di aggirare giustizia e regole. La verità non interessa, la giustizia meno ancora. Guarda chi eleggiamo a rappresentarci....destra o sinistra, li butterei tutti a mare....

    @marco grazie anche a te di esser passato :)
    Hai ragione, demonizzare non serve a nulla.
    Il fatto è che chi demonizza il web lo fa perchè non lo usa, non lo conosce, mentre chi lo esalta lo fa perchè lo usa troppo e male.
    Si impara sbagliando, è l'unico modo, però su intenet sbagliare non proprio come sbucciarsi le ginocchia. Bisogna avere cautela come quando si maneggia una lama, perchè il minimo errore può portarti via un dito come un arto intero.

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  11. Ma quando a farsi male sono dei ragazzini... brrr... non comincio neanche il discorso, sarebbe troppo lungo. Complimenti per il post, bello ed equilibrato.

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