venerdì 31 dicembre 2010

Posted by Iride On 23:07



2010 fa le valigie. E' vecchio, magro, frustrato, piegato.
2011 è dietro il palco che aspetta di essere annunciato, ha il vestito bello che userà solo per questa notte. Gli sta troppo attillato però, è grasso dei buoni propositi. 
Perderà in fretta i chili in più. Anche altri perderanno.
Chi una mano, chi un occhio. O di più.
Chi ubriaco si metterà al volante, chi nello stesso stato le auto le incendierà.

Gli accoliti delle feste immoleranno se stessi e gli altri in sacrificio al Nuovo Calendario.
Bicchieri come campanelle suoneranno l'Ode al Nuovo Anno, bandendo per una notte la sobrietà, per celebrare un anno che non sarà più benevolo, non necessariamente.
Speranze racchiuse in piccole bombe che accese grideranno a mezzanotte.
Perchè stasera un cero non basta.

martedì 28 dicembre 2010

Posted by Iride On 15:13

Sunrise in Paradise
Inserito originariamente da Artem Portnoy
Nei giorni festivi mi abbandono facilmente alla malinconia, e al ristagno, fisico e mentale.
In questa giornata ignava senza nuvole e senza sole ho ripensato ai tempi passati, di gran lunga peggiori del presente.
Così ho subito deviato la mente verso le piccole cose che mi rendevano felice un tempo, e che in parte mi sollevano lo spirito anche adesso.
Una volta c'era una poesia.
Una poesia semplice, limpida, di quelle che lette all'età giusta e con lo spirito giusto si imprimono nella mente più dei grandi virtuosismi di Pascoli o Leopardi. La lessi in quinta elementare sul libro di antologia. Ricordo ancora la copertina, verde, con la foto di una scolaretta seduta al banco, caschetto lungo biondo, che guarda il soffitto con una matita sulle labbra, il colletto del grembiule bianco e perfetto, nuovo come la matita, e lo sguardo limpido di chi non è ancora provato dalla vita e dagli estenuanti anni di studio.
Era una piccola poesia che notai grazie alla bella immagine che la sovrastava: un'alba argentata su una spiaggia tropicale, incorniciata ai lati da delle palme, una foto simile a questa.
Così faccio come quell'insopportabile fringuello felice di Julie Andrews in "Tutti insieme appassionatamente":
"I simply remember my favorite things, and then I don't feel so bad".

O almeno ci provo.



Chiesi all'alba: - Per quale prodigio
Ti sei svegliata così serena?
- Sorella - rispose - stanotte
Dormivo accanto alla luna piena.


- Per quale celeste comando,
Così fresca, riprendi la strada?
- Sorella - rispose - stanotte
Io mi tuffavo nella rugiada.


- Chi tesse, nell'ombra dei cieli,
I tuoi veli di pallido argento?
- Una stellina ignota,
La più piccola del firmamento.


Così errammo pel monte, cantando,
Empiendo di fiori le mani:
A un tratto ella sparve, nel sole,
Per tornare, più bella, domani.

Ada Negri

sabato 25 dicembre 2010

Posted by Iride On 00:02
Eccolo.
Il giorno in cui tutti sono più buoni, o dovrebbero, 
o forse no, esserlo tutto l'anno.

Qui non vi dirò Buon Natale, ma Buon Giorno, che sia felice, 
qualunque sia il significato che gli diate, 
pieno di luci e festoni, nel cuore.

Non vi dirò Buon Anno, ma Buona Vita,
che sia ogni giorno Capodanno, 
per gettare dal balcone piatti vecchi e brutte esperienze.

Una vita luminosa come un albero di Natale in mezzo alla neve.






martedì 21 dicembre 2010

Posted by Iride On 20:39
Uff. Ce l'ho fatta. Ho incartato anche l'ultimo regalo.
Sono una professionista in questo campo. 
Una volta incartavo i regali di tutta la famiglia, compresi i miei. 
Un pò triste a rifletterci, ma la verità è che non tutti sanno destreggiarsi in questa sottile arte: chiudere il pacco sul lato dove poggia e non sul davanti, non abusare dello scotch e fare aderire bene la carta perchè non si stropicci e l'oggetto diventi una massa informe. Cose apparentemente semplici ma non alla portata di tutti sembrerebbe! 
E poi fare i riccioli al nastro con la lama delle forbici, quanti qui ne ho visti cadere! Ah! Dilettanti! XD
Domani c'è lo scambio con gli amici, e il congedo a fin dopo Capodanno.


Oggi è stata una giornata sfiancante, mi sento morta. 
Pioggia, neve e poi di nuovo pioggia, e la soave situazione di entrare nei negozi con l'ombrello gocciolante e i piedi fradici, nella ressa degli ultimi giorni prima di Natale.
Non ho mai visto il fare regali come un obbligo eh, ma come un piacere, anche perché non ho l'età per fare regali obbligati a parenti, né ho parenti che li pretendano, così mi dedico solo agli amici più cari. 
La rottura è che nonostante le intenzioni, ogni anno non ho mai abbastanza soldi. 
E anche a dire "pensierino", a meno di un tot non trovi un cacchio. E carta e nastri spesso vengono a costare quanto il regalo stesso!
Così ho speso più del dovuto senza accorgermene. Giovedì prendo l'aereo e mi sono rimasti solo 11 euro. 
Speriamo non ci siano emergenze, intanto mastico una pastiglia di Cebion per scongiurare qualsiasi conseguenza del freddo preso oggi. Mi sento a pezzi.
Però sono soddisfatta, i regali mi piacciono e spero piacciano. 
E comunque si sa, a caval Donato...dategli prima una mentina ;)



domenica 19 dicembre 2010

Posted by Iride On 12:14
riservate ai sognatori..."



Buona Domenica ;)

venerdì 17 dicembre 2010

Posted by Iride On 18:12



Neve.
Piccola piccola, sembra polvere di cocco.
Nel palazzo qualcuno tentenna Per Elisa al piano.

martedì 14 dicembre 2010

Posted by Iride On 18:25
Ieri è stata una giornata penosa, conclusasi anche peggio.
L'amarezza nei confronti della ormai poca compassione umana nelle persone ha subito un rincaro di fronte al poco tatto dei medici del pronto soccorso, ma ha raggiunto il puro disprezzo in serata.
Tornata a casa più morta che viva dopo una giornata in giro per ospedali senza ricevere nessuna assistenza al mio dente rotto, per sfogarmi prostro le mani al computer e mi dedico al tanto terapeutico "cazzeggio", la dolce Modalità Fuga del nostro cervello.
Controllo i messaggi e i post di quel demonio sotto angeliche spoglie che è FaceBook. Tra le varie notifiche alcune pagine pubblicate da un gruppo cui sono (ero) iscritta, il quale pubblica immagini dissacranti, provocatorie, divertenti o serie, i cosiddetti Demotivational.

Tra gli oggetti di queste immagini capitano spesso quelli che tutti chiamano i bimbominkia, la gioventù bruciata figlia di questa società malata, riconoscibilissima dalle imbarazzanti foto fatte alle specchio da ragazzini in tenute ridicole o quasi pornografiche nel caso di ragazze. Niente di nuovo in realtà. Le foto sono prese in rete dove sono libere e sempre manipolate a insaputa degli incauti soggetti, ovvio.
Stavolta un ragazzo se n'è accorto, un ragazzino, che si è visto deriso in un Demo fatto con una sua foto obiettivamente ridicola, tolta dalla sua condivisione privata probabilmente da un "amico" tra i suoi contatti e fatta circolare in rete.
Sul web bisogna agire con cautela, anche quando l'istinto ti dice diversamente, dato che è tutto sotto gli occhi del mondo.
Invece, questo povero sventurato ha avuto l'ingenuità di denunciare pubblicamente il furto della foto, avanzando minacce, scoprendosi in maniera pressochè suicida.
Da qui una spirale di eventi che potete immaginare. Gli scherni hanno raggiunto livelli senza controllo, la gogna ormai era eretta, e il ragazzino si è accorto troppo tardi dell'errore madornale. Nemmeno i suoi tentativi di abbassare i toni sono serviti, anzi. 
Nella resa è stata vista solo un'occasione vile di infierire, di gongolare ancora di più, come in preda ad un orgasmo. Auguri di morte, pagine a suo nome create per umiliarlo, a decine in pochi minuti, roba da far lavorare la polizia postale per settimane. Così tanta rabbia, tanta cattiveria, del tutto disinteressata e per questo la più crudele e feroce, mi ha lasciata senza fiato. Nessuna pietà, nessun perdono. Febbre delirante di malvagità, il tunnel di una droga più eccitante dell'anfetamina.

Quasi nessuno che lo difendesse, davvero in pochi, e a proprio rischio e pericolo. 
Il popolo chiedeva sangue per dissetare la ghigliottina del web, e chi si opponeva rischiava di finire sul patibolo a  sua volta per mano di una bolgia che non voleva vedersi guastato lo spettacolo da inutili picchi di coscienza, che riconosce nell'umanità e nel rispetto la pretesa di ergersi su chissà quali alti scranni, solo perchè lei è abituata a strisciare nel fango. Credere i buoni su un podio arrogante quando sono altri ad aver sceso le scale è la prassi per distogliere lo sguardo dalla propria sporcizia.
Ho abbandonato definitivamente questo gruppo con cui mi ero spesso divertita, gestito da uno staff tutto sommato intelligente, ma che davanti all'esaltazione di un pubblico via via diventato sempre più marcio, per paura della sua furia non ha ceduto alla coscienza cancellando la foto e i post insultanti, preferendo mantenere il favore della massa urlante che mai gli avrebbe perdonato la resa.
Un piccolo Terrore virtuale, ma realissimo. E nessuna Primula Rossa.
La cosa più agghiacciante? Oggi è come se non fosse successo niente. 
Quelle bestie sguaiate che ieri ringhiavano incitando all'odio e alla violenza, oggi sonnecchiano e si lisciano il pelo.
La tempesta è finita, ma il cielo non sembra più amichevole come prima.

Quando tempo fa dissi al mio professore di Web 2.0 che non mi piaceva granchè FaceBook, mi guardò con un mezzo sorriso alla "non capisci un cazzo", e io lo guardai come un vecchio guarda un giovane esaltato, con pazienza e quasi con compassione. La cosa grottesca è che io avevo 22 anni, lui è sulla quarantina.

L'episodio di ieri non fa che confermare la troppa neofilia e la profonda ignoranza intorno al web, da una parte demonizzato perchè "troppo democratico", cosa scomoda soprattutto per chi detiene il potere sociale, e dall'altra esaltato come un dio, come un oracolo, come la vecchia nonnina di colore che Neo va a trovare per sapere la verità assoluta e indiscussa, come l'Eden della libertà d'espressione senza conseguenze. Paradise Matrix
Dove tutti hanno il diritto e il DOVERE di dire la propria, di suonare la propria campana, di unirsi al coro anche se stonati e non conoscono la canzone.
Dove Democrazia e Anarchia possono avvinghiarsi l'una con l'altra unite in un bacio osceno, in un ballo da fiera dove il ritmo è così incalzante che non sai a chi stai schiacciando i piedi, e non ha importanza.


Libertè.....ou la Mort.

sabato 11 dicembre 2010

Posted by Iride On 22:43
1) Raffreddore 
2) Mal di gola
3) Tosse
4) Herpes
5) Dente cariato




A questo punto esser messi sotto da una macchina è banale, ma credo che per un pò camminerò rasentando i muri....

mercoledì 8 dicembre 2010

Posted by Iride On 11:33
A te pioggia che non vuoi finire mai...

martedì 30 novembre 2010

Posted by Iride On 17:56
"L'università sai, è stato il periodo più bello della mia vita."



domenica 28 novembre 2010

Posted by Iride On 21:18
Pioggia, gelo, dolori alle ossa e il naso che cola.
Fortuna che c'è Don Camillo ;)


sabato 27 novembre 2010

Posted by Iride On 19:03
..mangiare una Goleador alla frutta dopo più di dieci anni.



mercoledì 24 novembre 2010

Posted by Iride On 18:54
"Ciò che rende l'esistenza preziosa e piacevole sono solo i nostri sentimenti e la nostra sensibilità."_Hermann Hesse

domenica 21 novembre 2010

Posted by Iride On 12:44
http://martafarina.com/

sabato 20 novembre 2010

Posted by Iride On 12:18

mercoledì 17 novembre 2010

Posted by Iride On 19:51


Sentirsi più fighi di Indiana Jones in un tempio maledetto e un tesoro tra le mani, quando si trova un bel libro tra le antiche muffe e polveri di un banchetto pieno di volumi sbiaditi e logori. Ogni tanto vi si trovano dei veri gioeilli, all'insultante prezzo di 1 o 2 euro. Stavolta a lasciarmi a bocca aperta è stato Ragtime, il romanzo da cui è tratto un bellissimo musical che ho sempre desiderato vedere, mai arrivato in Italia che io sappia, troppo americano forse, con delle musiche bellissime. Prende il nome da quel genere musicale che imperversa negli States di inizio '900 dove si svolge la narrazione, con uno sguardo ironico e compassionevole sull'America e la visione che essa ha di sé. 

Un genere musicale che amo perchè mi risolleva come nient'altro nei momenti bui, nato al pianoforte (strumento che adoro), creato da quel geniaccio di Scott Joplin, che Dio lo benedica. Proprio in questi giorni lo ascolto costantemente, e trovare questo libro è stato come un segno del destino, mancavano solo un coro celeste e un fascio di luce divina che lo illuminasse. L'ho fissato un paio di minuti come un'ebete prima di decidermi a pagarlo. Un piccolo tesoro che mi ha rischiarato la giornata (letteralmente pare, perchè oggi non ha piovuto!). 
Per tutto il resto ci sarà MasterCard ma l'episodio di oggi, nel suo piccolo, non ha prezzo.






mercoledì 10 novembre 2010

Posted by Iride On 20:48
Cosa vi aspettavate? Birbantelli...

Chiappe d'oro

lunedì 8 novembre 2010

Posted by Iride On 18:33

domenica 7 novembre 2010

Posted by Iride On 14:45




Amo la pioggia,
le gocce come chicchi di grano
che rimbalzano sull'asfalto,
creano anelli nelle pozzanghere,
scorrono come lacrime sui vetri
e cadono indecise dai monumenti.

Amo sentirle tamburellare
sui tendoni dei caffè,
sugli ombrelloni,
sui miei capelli.

Amo ascoltare la pioggia
scorrere nelle grondaie,
scomparire in rivoli
come serpi nei tombini,
bagnare il mondo,
lustrare i metalli,
inzuppare i vasi di fiori.

Amo la pioggia che si fa beffe
della gente e del traffico,
diverte i bambini, irrita gli adulti
e se ne frega
degli impegni altrui.

Amo la pioggia
che mi bagna le mani,
mi scorre sul viso,
mi inzuppa le scarpe,
che prima di cadere
profuma l'aria
avvisandomi che viene
a lavarmi di dosso
i pensieri tristi.


Paolo Carbonaio


Spero tuttavia che laddove ha portato solo morte e distruzione con la propria insistenza, questa lasci presto il posto a un sole riparatore, per quelle famiglie che bisognano di un caldo raggio di speranza.

giovedì 4 novembre 2010

Posted by Iride On 18:12
Ogni hanno a Milano sul finire di Ottobre si svolge il Capodanno Celtico, per festeggiare le origini di cui la Lombardia sembra andar molto fiera (a detta di Bossi). Le installazioni si aprono tardi, prima delle 11 di mattina non vi è un granché, poi il parco del castello Sforzesco si riempie e c'è un forte odore di salsiccia grigliata che mette l'acquolina, e ci si disseta con l'idromele.
Complice forse la crisi questa fiera è sempre più scarna ogni anno che passa, però ancora piacevole da fruire. Per me è sempre un'occasione per girare tra bancarelle, un'attività che adoro, così come le chincaglierie, lo confesso! XD Specie quelle d'ispirazione celtico-medioevale, ne vado matta. 
Sono presenti anche piccoli stand con artigiani in costume che vi mostrano alcuni antichi mestieri.




Ecco delle foto, tra le quali un ritratto vertoviano! XD









domenica 31 ottobre 2010

Posted by Iride On 10:53
Squittii nelle tenebre, 
battiti d'ali, 
ombre maligne 
di zucche mutilate,
un riso sardonico portato dal vento.















Un augurio per stasera di Buon Halloween, anzi, di Terrificante Halloween, come è giusto che sia! 
Ah ah ah..

martedì 26 ottobre 2010

Posted by Iride On 19:55
Rispondo volentieri all'invito di Sonia Ognibene, che è stata così cara da considerarmi tra i più vicini nel  fitto numero di iscritti al suo blog :)
In questa Staffetta dell'Amicizia bisogna rispondere alle 8 domande che qui seguono, alle quali rispondo io per  prima, allo scopo di condividere qualcosa di noi.
Di seguito invito dei miei amici a fare lo stesso, e chi  vorrà rispondere all'invito, non avrà che da copiare l'immagine e rispondere alle domande. Di solito ste catene mi inquietano, ma oggi mi va e capirò chi invece risponderà con un Vaffa! XD


1- Quando da piccoli vi veniva chiesto cosa volevate fare da grandi, cosa rispondevate?
L'animatrice. Non quella dei villaggi turistici, ma una di quelli che danno vita a immagini fisse creando splendide magie visive. Nient'altro mai, il ché è stato la mia maledizione, perchè fin da allora (5 anni circa) ho puntato a questo senza vagliare seriamente altre possibilità. 
C'è stato un periodo in cui mi appassionavo di Pedagogia e leggevo molto al riguardo, carezzando l'idea di buttarmi nel mestiere, ma non appena vedevo una matita e un foglio non capivo più niente, tornando al mio unico vero amore.


2- Quali erano i vostri cartoni animati preferiti?
Tanti, troppi...
Biancaneve è da sempre il mio utopistico ideale di grazia, Lady Oscar quello di forza. Dagli 11 anni in poi sono cresciuta a pane e Dragon Ball, farcito con Sailor Moon. Ma più di tutti conservo nel cuore i classici Disney, che mi hanno fatto sognare e  fantasticare sul meraviglioso lavoro dell'animatore. Ho ancora fisso in testa il bellissimo sorriso di Ariel, il movimento sinuoso dei suoi capelli rossi nell'acqua.


3- Quali erano i vostri giochi preferiti?
L'intero Universo Barbie: casa, villa, camper, auto sportiva, cavallo....e Barbies a non finire! In città.
Una volta trasferitami in campagna, ho sostituito tutto con i gatti, la cantina umida e buia piena di ciarpame (a 8 anni li chiami tesori nascosti) e le alghe del ruscelletto dietro casa. 
Lì ci facevano il bagno le fate, sapete, non potevo lasciarci quella robaccia melmosa! E la schiaffavo sulle pietre con un bastoncino.


4- Qual è stato il vostro più bel compleanno e perchè?
Vi farò sapere...


5- Quali sono le cose che volevate assolutamente fare e non avete ancora fatto?
E che non so se farò mai....
Visitare l'Irlanda sapendo bene l'inglese, imparare a suonare il pianoforte, andare a Disneyworld, bere un cappuccino in una bella caffetteria di Parigi e ballare sul piano calpestabile che si trova al F.A.O Schwarz di New York. E magari possederlo.


6- Quale è stata la vostra prima passione sportiva o non?
Da ragazzina ho giocato un pò a  pallavolo, adesso mi piace molto guardare il pattinaggio artistico e il nuoto sincronizzato.
Non mi piace il tennis, lo trovo davvero tedioso.


7- Qual è stato il vostro primo idolo musicale?
Qui c'è un testa a testa. Il primo fra tutti è stato Fabrizio De Andrè, mio padre mi suonava La canzone di Marinella con la chitarra quando ero bambina, e me ne fece innamorare. Però merita di essere citato anche il grande Michael Jackson, ricordo che il primo video musicale che vidi in tv fu uno dei suoi, precisamente quello di Leave me alone dove è un gigante in un Luna Park. Non lo dimenticherò mai.


8- Qual è stata la cosa più bella chiesta (ed eventualmente ricevuta) a Babbo Natale, Gesu' Bambino, Santa Lucia?
Niente che meriti di essere ricordato, solo cose frivole, però l'ultimo regalo che ho ricevuto è stato gradevole, ad agosto.
Un delizioso braccialettino di turchesi, da parte di una zia di solito un pò mano corta, tanto che le chiesi:
"Stai per morire tu o io??" XD


"Tirati in catena":
Paolo Falconi, perchè è intelligente, e combatte la precarietà nel miglior modo possibile, tenendosela sempre presente rappresentata da quell'esserino appantofolato, verde e peloso.
Ginger, perchè ha la mia età, è studentessa e vive le difficoltà e gli sbalzi d'umore tipici di noi giovincelli. Ci si comprende bene ;)
Folletto del vento, perchè le sue visite sono sempre piacevoli, e il suo blog davvero da favola.
Sospesanelviola, perchè è molto profonda.
Melina, anche lei piena di sentimenti profondi, tanto che spesso non riesco a commentarli, per paura di risultar banale.
Escludo quelli già incatenati da altri XD
Un saluto alla cara Sonia e alla sua bella locanda, e a tutti quelli che passano di qui, sempre i benvenuti ;)





giovedì 21 ottobre 2010

Posted by Iride On 00:25
Aah I Promessi Sposi! Un testo che tutti amerebbero di più se nelle scuole lo presentassero semplicemente per quello che è: un bellissimo romanzo. 
Divertente performance degli OBLIVION, in tour da questo mese.



OBLIVION SHOW TOUR 2010/2011

martedì 19 ottobre 2010

Posted by Iride On 22:39

Dal sito

lunedì 18 ottobre 2010

Posted by Iride On 17:33


Essere la quercia che sostiene, non l'edera che si arrampica.

domenica 17 ottobre 2010

Posted by Iride On 13:46

In questi giorni non avevo voglia di scrivere. Niente che volessi condividere. 
Troppe preoccupazioni, troppo stress, troppo vuoto, troppo pieno, troppo, troppo, troppo di tutto. Uno di quei periodi in cui il saliscendi della sorte ti prostra più che la Sfiga aggrampata sulla schiena. Dopo un relativo lasso di tempo c'è sempre uno spiraglio alla fine del tunnel. Dopo la scenata in piazza le due donnette si riappacificano con falsità, ritornando a colpire democraticamente una alla volta per determinati periodi, così Fortuna e Sfortuna si risistemano le vesti e se ne vanno in direzioni opposte, lasciando me sfinita nel mezzo. Mi rialzo barcollando e mi butto nel lavoro, sfrutto un momento creativo (finalmente!) che mi tiene lontana da tutto il resto e mi fa sentire bene, meglio, e proseguo rigodendo delle piccolezze presenti ovunque: ieri al supermercato un bimbo in passeggino guardava con tanto d'occhi il sacchetto d'arance che la madre gli aveva piantato in grembo per farlo stare zitto, forse le credeva palline, era buffissimo. Così mentre le due isteriche si accapigliano a mie – nostre – spese, mi ritrovo a ridere nella corsia del Carrefour leggendo il nome francese delle arachidi. Quando tutto passa da nero a grigio.

martedì 5 ottobre 2010

Posted by Iride On 18:12
Che cosa fai ancora qua? Non vedi che ti aspetta? Muoviti!
Maometto è lì da ore, vedi di sbrigarti!
Non può mica aspettarti in eterno!!
Cattiva montagna, cattiva!

venerdì 24 settembre 2010

Posted by Iride On 22:22
More about Il diario di Hélène Berr"..Mi rende felice pensare che se verrò presa, Andrée avrà custodito queste pagine, qualcosa di me, cioè che mi è più prezioso, perche adesso non tengo più a niente di materiale: quello che bisogna salvaguardare è l'anima e la memoria." 
(pag. 173)










Su aNobii

giovedì 23 settembre 2010

Posted by Iride On 18:11
"...mi sembra che ci sia più sincerità nel dolore che nella gioia."

Da: "Il diario di Hélène Berr"

martedì 21 settembre 2010

Posted by Iride On 19:01
Uscita di buon mattino. Un cappuccino dorato e un croissant morbidissimo, poi al lavoro.
Oggi mi sono esercitata nella fotografia in vista di un corso che inizierò a fine mese. Ho rigirato per la città fotocamera alla mano, come ho già fatto tante volte, sotto gli sguardi malevoli della gente che ti squadra anche quando fotografi un edificio(internet ha diffuso il terrore delle immagini rubate).
Tra la folla nessuno di interessante, così piano piano mi dirigo verso il Castello Sforzesco. Fotografato mille volte, ci vado sempre con lo spirito del "non si sa mai" per giustificarmi.  
In verità non riesco a non rimanere attratta dal fascino dell'antico, mi piace visitare luoghi che portano con sé il silenzio assordante della storia che hanno vissuto. Può sembrar triste a momenti vedere luoghi che erano tanto importanti ridotti a scheletri di un'era, senza più uno scopo, un utilizzo degno di loro.
Qualche scatto qua e là, per sicurezza, non si sa mai.



 Qui nessuno fa caso a me tra i numerosi turisti armati dello stesso strumento. Per il giardino qualche coppietta sdraiata sull'erba, le panchine all'ombra tutte occupate da lavoratori in pausa pranzo. E mentre tiro fuori una mela portata per l'occasione, butto un occhio oltre il parapetto verso i piani più bassi, inaccessibili, divorati dalle piante e sorvegliati da tante piccole sfingi.

Trovata una panca libera, mangio col naso all'insù verso le guglie di questo grosso vecchio silente, chiedendomi cosa ci fosse all'epoca nell'esatto punto in cui mi trovo. In mancanza di una risposta, me ne arrivano mille dal silenzio di quei rossi mattoni. Un timore reverenziale.

Rileggendo adesso il post, sà un pò di un melenso, ah ah ah...
In effetti a descrivere queste sensazioni si appare per lo più banali, "romanticosi" e stucchevoli, da spingere la gente a pizzicarti la guancia, che orrore!! Però sono momenti che mi piace vivere e serbare, perché nutrono l'anima.
E visto che siamo in tema di romanticherie, il tramonto sta indorando il mio bucato come foglie d'autunno, che vado a ritirare. Buona sera a tutti :)
E dopo questo, lavatevi bene i denti, la carie è in agguato! XD 

domenica 19 settembre 2010

Posted by Iride On 12:16
Anche in una grande città il fato è infido e goliardico, e incontri persone che speravi di non rivedere più nella vita, o almeno nell'anno. Troppa grazia. 
Persone forse meno che conoscenti, con le quali ho passato tre anni d'inferno in accademia, in un clima di competitività  e ipocrisia asfissianti. E io che credevo che dopo la mediocrità del clima liceale avrei trovato gente adulta e stimolante e superiore...
Non distolgo lo guardo abbastanza in fretta e mi riconosce. Dentro mi maledico.
Sorrido imbarazzata, sorpresa(sgomenta) e sbotto un: "Heyy!"
Saluti di rito, sorrisi paralizzati e i miei piedi che prudono dalla voglia di andarsene. I suoi invece sono ben piantati, sorreggono la voglia di parlare di sé e dei suoi successi. Poi la domanda cinica di chi conosce già la risposta: "E tu invece che stai facendo?"
E mentre ora sono qui che strizzo un cuscino a forma di fragola sacrificato ad anti-stress, mi abbandono a pensieri migliori. Guardo il cielo dopo la pioggia incessante di ieri, adesso terso e accecante, e dirigo il mio spirito lassù, dove le parole e l'ipocrisia non possono toccarmi, in alto, dove le loro ali non possono arrivare.

giovedì 16 settembre 2010

Posted by Iride On 17:43
Impegni accavallati, preoccupazioni, e adesso anche la ricerca di un lavoro. Passare metà della vita a studiare, a ingrassare il curriculum per poi probabilmente finire con un lavoro precario, perché dove vorresti andare devi andarci solo in minigonna, o avere già esperienza. Ma se nessuno ti assume, come te la fai l'esperienza?? Frustrazione.
In questa crisi metà vera metà terrorismo, pensavo ad una strategia simile. Mi servono volontari.

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